A day in Camden: troppo turistico, ma andateci!

Siete pronti per un altro capitolo delle mie “mirabolanti” (ma anche no!) avventure? Beh, a dir la verità non avevo intenzione di iniziare la mia cronaca delle zone di Londra con Camden. A essere sincera, credevo di uscire da Islington molto più spesso! E’ solo che è una zona così fantastica che ogni giorno c’è qualcosa da scoprire… e alla fine ne sono uscita solo oggi!

Camden era il posto più vicino in cui andare: oggi la Northern Line era chiusa per manutenzione e io e le mie amiche abbiamo approfittato dell’autobus 274 che parte dalla stazione di Angel per andare dritte dritte proprio a Camden. La stazione di Camden Town si trova sulla Northern Line ( la stessa di Leicester Square e London Bridge, di cui vi parlerò presto ), ma può essere appunto raggiunta coi bus 274 da Angel,24 da Pimlico e C2 da Victoria (molti di questi fermano nella centralissima Tottenham Court Road, quindi li potete prendere anche da lì). Se non avete una Oyster Card (l’onnipresente e superpubblicizzata tessera dei trasporti londinesi, che ho dovuto ordinare anche io), vi consiglio di prendere l’autobus invece della metropolitana. E’ più economico e rilassante e soprattutto vi permette di guardarvi un po’ più in giro.

La zona di Camden era un tempo il cuore della scena musicale londinese (All’Underworld e al World’s End hanno suonato i Clash ed era la zona dove viveva e si ubriacava Amy Winehouse).La presenza della musica c’è ancora, solo che è coperta dalle voci dei  turisti di tutto il mondo: non l’ho mai vista piena come oggi. E’ un crocevia di etnie diverse e, se ti manca il cibo di casa, certo riuscirai a trovarlo. In alcune zone del mercato è possibile mangiare seduti su seggiolini della Vespa dipinti nei modi più strani, scegliendo il cibo da innumerevoli bancarelle orientali, messicane, italiane e chi più ne ha più ne metta. Vale la pena vederle, nonostante gli irritanti cinesini che quasi ti tirano il cibo pur di guadagnare. In più, molte cose sono davvero buone: persino io, che mi rifiuto di mangiare cibo italiano all’estero, ho dovuto ammettere che lo spicchio di pizza che ho preso era buonissimo. Per fortuna il ragazzo italiano (rigorosamente tatuato, seguendo lo spirito di Camden) mi ha messo in guardia: una pizza che credevo fosse al prosciutto cotto e alle patate era in realtà all’ananas. <<Sei italiana anche tu? Allora non prenderla quella, non ti piace!>>.

Se c’è un posto dove tatuarsi a Londra, quello è Camden. Dà una certa soddisfazione vedere tizi brutti e barbuti stare fuori dai Tattoo shops: io oggi mi sono informata, e il tatuaggio che vorrei farmi costa 60 sterline. Caruccio, ma pensavo peggio! Probabilmente tornerò.

Camden è stato dall’inizio uno dei miei posti preferiti di Londra. Da brava metallara, amo uscire dalla stazione di Camden High Street e vedere tutti quei palazzi con insegne improbabili (All-Star, pantaloni di pelle, enormi piercing e via dicendo), i tizi tatuati con la cresta che fanno pubblicità ai tatuatori, tutti quei cibi orientali e le bancarelle che vendono praticamente qualsiasi cosa (vedere le foto dei preservativi per credere). L’atmosfera è molto suggestiva. Spesso c’è qualche band che suona, puoi mangiare seduto davanti a Little Venice (ossia la vista su Regent’s Canal, pieno di case galleggianti) e vedere tutti i tipi di persone.

Tra i negozi che vi raccomando c’è il Cyberdog, che vende vestiti fluorescenti per gli amanti dei rave parties (spesso costano, rassegnatevi). Non amo i rave, e quando entri il quel negozio la testa potrebbe scoppiarti per quanto è alta la musica, ma è tutto così fluorescente che vale la pena di essere visto. Per quanto riguarda le bancarelle… beh fatevele tutte!!! Per chi ama l’abbigliamento Pin Up, a Camden ce n’è a bizzeffe (anche se bisogna controllarne la qualità). Se amate lo stile goth, c’è anche quello. Idem per le magliettone dei manga o delle band, per non parlare poi di varie composizioni artistiche (dal sapone ai quadri e alla gioielleria).

Sfortunatamente, oggi sono tornata a mani vuote. Nessun vestitino particolare, nessuna magliettona delle band: i prezzi di Camden stanno decisamente salendo. Se prima trovavi vestiti a 10£, ora il prezzo è passato a £40. Ahh, il deterioramento turistico.

Per quanto riguarda la mia settimana, beh… E’ stata stupenda! Ho fatto l’induction, ossia l’immatricolazione, ricevendo la mia Student ID (con una foto spaventosa) , una borsa, una penna e un’agenda tutte firmate City University. Mi sono presentata (che imbarazzo!) alla mia classe, composta da un’ottantina di persone, e sto riuscendo a legare con un buon numero di ragazze. Sono persino riuscita a ottenere 49/100 nel test di francese, non avendolo mai studiato! In più, abbiamo ricevuto il nostro First Assignment, un primo compito, ossia girare per l’area intorno all’università intervistando le persone e conoscendo la zona. E’ stato davvero divertente: ho scoperto un cinema indipendente (il terzo più vecchio di tutta la Gran Bretagna, con poggiapiedi e divani) , un pub-teatro dove si esibivano Hugh Grant, Alan Rickman e Clive Owen, e un sacco di strade e negozi interessanti.

Ora scappo, domani è il mio primo vero giorno di università! Sono davvero emozionata e curiosa, soprattutto perché iniziamo con una mostra tenuta da Sean Smith, fotografo del quotidiano inglese The Guardian. In effetti (o actually, come dicono sempre qui) , gli dovremo fare delle domande. Quindi è una specie di intervista. Credo. Speriamo bene!

Una risposta a “A day in Camden: troppo turistico, ma andateci!

  1. Finalmente tornata nell’era digitale posso godermi a pieno il tuo blog e le relative foto!
    Ah, è vero Camden è davvero rincarata! Perfino nei mercati i prezzi sono decisamente inaccessibili (se confronti poi con Primark…) però per uscire la sera è portentoso: strapieno di gente.
    Voglio tornarci al più presto per godermelo seriamente, visto che i miei amici non volevano mai entrare dove volevo entrare io!!! 🙂

    Ora leggo gli altri post!

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