Primo giorno d’università!

Ebbene si, lo so, ho aggiornato il blog solo ieri. E sto letteralmente crollando dal sonno. Ma la giornata di oggi ve la voglio raccontare: il mio primo giorno d’università, che non poteva iniziare meglio.

Tutto è iniziato alle 9.45 di questa mattina. Da bravi inglesi puntuali, ci siamo trovati tutti fuori dall’aula magna del College building e, senza aspettare i ritardatari, siamo partiti alla volta di King’s Place, galleria d’arte e sede del quotidiano inglese The Guardian.

Abbiamo camminato lungo il Regent’s Canal, dove alle vecchie “warehouses” (cioè magazzini di mattoni marroncini) si aggiungono nuovi edifici costruiti nello stesso stile. Sul Regent’s Canal ci sono le barchette e i cigni, mentre le case vicine sono elegantissime, con le consuete porte colorate.

La leggera pioggerellina inglese ci ha accompagnati fino a destinazione e, dopo circa 20 minuti di camminata, siamo entrati nell’imponente edificio che è appunto King’s Place, pronti a vedere le foto di Sean Smith, fotografo di guerra per il Guardian.

La mostra è stata una delle più suggestive delle (poche) che ho visto: immortalava la guerra in tutti i suoi aspetti, dai soldati che strisciano nella polvere a corpi mutilati o cadaveri, da bambini a ufficiali, mostrando la sofferenza, il malcontento ma anche la tenacia di chi vive in quelle situazioni.

Dopo averci offerto del tè, il personale dell’edificio ci ha fatto accomodare nella St.Pancras Room, dove abbiamo tenuto una specie di conferenza col fotografo, che a dir la verità sembrava piuttosto imbarazzato dalla nostra presenza.

Sean Smith, vincitore del Royal Television Society Award per l’Iraq, del British Press Photographers’ Association Award for multimedia journalism e British Press Award come giornalista digital dell’anno, parlava con una voce così bassa e con un accento così strano che è stato difficile per molti di noi seguirlo. Dopo aver lavorato per Reuters e per il Times è passato al Guardian, lavorando in prima linea in Iraq, Afganistan, Congo, Bosnia, Israele, Libano ma anche in Grecia e in Colombia. Gli abbiamo chiesto della sua vita in guerra, dove doveva praticamente vestirsi come un soldato. Ci ha raccontato del suo rapporto coi soldati che, dice, si erano abituati alla sua presenza, al suo seguirli nei loro compiti. Ci ha parlato dell’impossibilità di non schierarsi in certe situazioni, ma soprattutto della censura della stampa britannica, che sembra essere maggiore di quella americana. Non potevamo iniziare in modo migliore: mi sono sentita al centro del mondo, al centro di quello che vorrei fare nei prossimi anni. E’ incredibile la fortuna che ho avuto nel poter andare in un’università del genere, che fin dall’inizio ci mette in contato col VERO mondo del giornalismo.

Dopo quest’esperienza eccitante, siamo tornati tutti all’università, sempre accompagnati dall’immancabile pioggerellina. I giornali parlavano di Indian Summer, ma io ancora non l’ho vista.

Tornati all’università, abbiamo avuto i nostri primi seminars e lectures di Storia del Giornalismo e di Politica e Attualità. I nostri professori sembrano simpatici e, cosa molto più importante, sono o sono stati tutti coinvolti in attività giornalistiche. Abbiamo già ricevuto i primi, LUNGHI articoli da leggere. E ho appena scoperto che in francese sarò nel livello Lower Intermediate, e non principiante. NON L’HO MAI STUDIATO! Aiuto.

Bene, con questo chiudo la mia giornata, visto che al ritorno dall’università la cosa più interessante che ho fatto è stato prepararmi un riso ai funghi (anche se è una conquista, dopo giorni di svogliati panini).

Vorrei concludere dicendo che AMO QUESTO POSTO! La gente è così civile e gentile: qualche giorno fa mi è caduto il beauty case all’università, con tanto di rossetto di Chanel e altri trucchi dentro. Sono andata all’ufficio oggetti smarriti il giorno dopo e me l’hanno ridato, intatto, senza che fosse stato rubato niente.

Che Londra sia davvero l’Isola che non c’è?

4 risposte a “Primo giorno d’università!

  1. EEEh, ci credi se ti dico che questi tuoi racconti mi fanno sognare?
    Primo perché mi riportano indietro a quello spasmodico entusiasmo del mio primo anno di università, e secondo perché spero tanto di riuscire ad ottenere la Fulbright. Dunque, nel caso questa prospettiva si dovesse concretizzare, mi ritroverei un po’ anche io in situazioni del genere.

    E’ interessante la parte in cui dici che Sean Smith sostiene che in GB ci sia più censura che in America. Soprattutto, poi, se penso a quello che sta avvenendo in Italia con il DDL Intercettazioni (a proposito, nessuno di voi gli ha chiesto che ne pensa del nostro magnifico Wiretapping Bill?).
    Sono curiosissima, dicci tutto in un post!!!

  2. ciao carolina! ho appena scoperto il tuo blog e mi piace davvero molto! anche perchè mi piacerebbe molto intraprendere i tuoi stessi studi una volta preso il diploma, e proprio per questo mi piacerebbe farti delle domande sull’università dato che ho molti dubbi. mi farebbe piacere se mi contattassi sulla mia e-mail, te ne sarei davvero grata! 🙂

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