Archivi del mese: ottobre 2011

Alice Cooper’s Halloween Night of Fear

Salve gente!!!! …Ho per caso già detto che amo questo posto? Mi sento al centro del mondo: domani (o oggi?) è Halloween e ho solo l’imbarazzo della scelta per dove andare. Sopratutto, amo questo posto perché mi ha dato la possibilità di vedere il mio cantante preferito da tanti anni ormai: quel mostro sacro, il re dello shock rock, Alice Cooper.

Esiste un modo migliore di prepararsi per Halloween che andare a vedere l’Alice Cooper’s Halloween Night of Fear? Per me, fan sfegatata di Alice e da sempre amante del sangue, no di certo. Quando quest’estate ho saputo di quest’occasione mi son detta:”Devo andarci”. E, come da copione, l’ho fatto. Non è stato facile, prima di tutto perché non avevo nessuno con cui andarci e dovevo avventurarmi di notte in una zona che non conoscevo; in più, il biglietto costava la bellezza di 41 sterline. Ma il concerto è valso tutto questo e molto di più! Continua a leggere

Un’altra pienissima settimana!

Salve gente!!!! Mamma mia ( “Davvero dite ‘Mamma mia’ in Italia?” “EBBENE SI!”), aggiornare questo blog si sta rivelando più difficile del previsto. Sono sommersa da scadenze e da cose da fare.

I miei lunedì sono sempre pienissimi. Oggi c’è stata l’ultima prova per Question Time, che abbiamo fatto anche lunedì scorso. Oggi però abbiamo finalmente deciso i ruoli e, rullo di tamburi, io sarò la presentatrice!!! Sono troppo contenta, perché come ospite faccio alquanto schifo. E poi quello di “Chair” o “Anchor” è il ruolo più divertente.

Il resto della giornata prosegue con le soporifere lectures di storia del giornalismo. Il professore è molto preparato, ma è talmente nervoso che parla in modo strano, con un sacco di “EHM EHM EHM”: è dura restare svegli dopo i super-smashing weekend universitari. In compenso, il professore di Politics & Current Affairs è gentilissimo, interessante e super preparato, quindi ci godiamo tutti la sua lezione, anche se finisce alle 5.

Martedì scorso è stato fortunatamente più leggero, anche se purtroppo ho dovuto saltare scherma per andare dal dottore. Sono sempre debole, quindi ogni tanto ho l’appuntamento fisso con qualche malattia. La cosa positiva è che qui al Clerkenwell Medical Practice ci sono tanti dottori (credo addirittura 9) specializzati in varie cose, quindi appena chiami chiarisci qual è il tuo problema e ti visitano subito, dandoti subito un rimedio. Mi hanno subito fatto le analisi e prescritto delle medicine: immaginate la mia soddisfazione quando ho saputo che, essendo una studentessa, da Boots (la catena di farmacie più famosa d’Inghilterra) non pago i medicinali prescritti dal medico. Continua a leggere

Londra Protesta.

Londra protesta. Seguendo l’ondata di proteste che ha invaso l’Europa e l’America, la settimana scorsa un gran gruppo di manifestanti ha occupato la piazza di St Paul’s Cathedral. Come vedete nelle foto, le tende e i manifesti, gli slogan di protesta sono tantissimi.

Si tratta del movimento Occupy London (http://occupyLSX.org/?page_id=172) che è partito dalla Stock Exchange (la borsa), simbolo del benessere,  eche adesso si sta muovendo verso altre zone della città.

Venerdì notte io e i miei amici, per non passare in casa un venerdì sera non troppo brillante, siamo andati a St Paul’s Cathedral. Da bravi aspiranti giornalisti, abbiamo esplorato la zona, fatto qualche foto e qualche domanda. Quella notte, forse per l’ora tarda,  non tutti erano preparati a rispondere. Un ragazzo che abbiamo fermato, alla domanda : “Contro cosa state protestando?” ci ha risposto semplicemente dicendo “I tagli”, senza saper spiegare di più.

Oggi molti giornali e la stessa BBC (http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-london-15419634) parlano di come la cattedrale sia stata chiusa al pubblico per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale. Per ragioni che riguardano l’igiene, il Reverendo Rob Marshall sta chiedendo di liberare la zona.

Nel frattempo, i manifestanti hanno raggiunto anche Finsbury Square, a soli dieci minuti dalla mia residenza universitaria. Per sapere un po’ di più di questo movimento così pacifico rispetto alle proteste che hanno invaso Roma la settimana scorsa, sono andata a intervistarli. Continua a leggere

Lectures, litigi e Primrose Hill

Oh my God, sono qui già da un mese. Sto talmente bene che il tempo sta passando troppo in fretta!

Ovviamente anche questa settimana non poteva non essere densa di avvenimenti. Dopo un lungo lunedì fatto di Question Time e di GRAMMATICA INGLESE ( una delle mie insegnanti è fissata), è arrivato un martedì piuttosto pieno.

Dopo la già citata lezione di Introduction to British Media, finalmente ho avuto la possibilità di provare scherma. Era il mio sogno da sempre, ed ora ho scoperto che l’università offre un corso per 25£ l’anno! E’ stato fantastico combattere contro le amiche (anche se avevamo talmente paura di far male all’altra che non siamo state troppo aggressive). L’unico neo è stato il dover mettere delle enormi tette di plastica per coprire il petto da eventuali colpi. Ovviamente a me hanno dato le più grandi e orrende. Imbarazzante…

Sia martedì che mercoledì ho potuto assistere a delle lectures, ossia un qualcosa a metà tra un discorso e una lezione, da parte di personaggi di spicco del giornalismo di questo paese: prima Heather Brooke, che ha scoperto quanto spendono i ministri, e poi la Baronessa Buscombe, a capo della Press Complaints Commission (PCC), che si occupa di mantenere la giusta etica nei media inglesi. Noi studenti di giornalismo siamo praticamente obbligati a cogliere queste occasioni al volo. Solo che molto spesso diventano una vera e propria guerra tra chi parla e chi ascolta: queste persone hanno il terrore di essere fraintese e mal citate. Per esempio, mentre parlava la Baronessa, un giornalista del Guardian , che aveva frainteso le sue parole, ha scritto tutto su Twitter. In seguito a una domanda del giornalista la Baronessa si è accorta di tutto e si sono aperti una serie di dibattiti che avevamo difficoltà a seguire. Non riesco più a contare quante volte i due si sono punzecchiati. Per non parlare di Heather Brooke, che sta ancora litigando su Twitter con un mio compagno. Continua a leggere

La politica italiana vista da fuori

Non volevo parlare troppo di politica in questo blog, ma questa settimana non posso trattenermi. Con la rinnovata fiducia al governo Berlusconi le notizie sul nostro governo abbondano, per non parlare poi dei commenti di amici e insegnanti.

Ovviamente, tra le prime colpe che qui attribuiscono al Cavaliere c’è la mancanza di credibilità. Non lo dicono neanche che non è credibile, è semplicemente ovvio. Tutto traspare dal modo in cui ne parlano e da come ne ridono.

Tra le materie che studio c’è Introduzione ai Media Inglesi. Quando abbiamo parlato di conflitto d’interessi, Berlusca non poteva non saltar fuori. La mia professoressa gli ha dedicato due slide: non ha detto granché, non si è schierata, ha chiesto a noi Italiani cosa ne pensassimo. Bastavano le frasi dello stesso Berlusconi a dare l’idea di un personaggio farsesco e ridicolo: “Sono il miglior leader politico in Europa e nel mondo”. Quel “Berlusconi on himself”, Berlusconi su se stesso, vi fa capire quanto assurda una dichiarazione del genere possa sembrare. E’ già ironico per conto suo. Le immagini della sua villa, delle sue donne e della sua vita hanno fatto il resto.

Oggi sul Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/14/berlusconi-scrapes-through-confidence-vote)  John Hooper dice senza girotondi: “Berlusconi has appeared incapable of reacting effectively to the simmering debt crisis in the eurozone”. Berlusconi è sembrato incapace di reagire in modo efficace alla incontrollabile crisi di debito nell’Eurozona. Parla delle promesse mancate, quel “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” che è stato il motto del governo Berlusconi, in cui adesso non crede più nessuno (si spera!). “Berlusconi’s government” continua Hooper, “has so far been unable to come up with a credible plan for reanimating the economy. Its policy- or lack of one- has been fiercely criticised by both trade unions and employers’ groups”. Il governo di Berlusconi è state fino ad ora incapace di creare un piano credibile per rianimare l’economia. La sua politica – o la mancanza della stessa- è stata criticata con forza sia dai sindacati che dai gruppi dei datori di lavoro.

I commenti della gente comune, degli amici, dei compagni di università fanno ancora più tristezza. Non hanno peli sulla lingua. E io non sento il minimo razzismo, ma soltanto tanta consapevolezza, quando sento che “Solo un paese come l’Italia poteva eleggere uno come Berlusconi”.

Quello che mi tira su di morale è che nessuno sembra ritenere gli Italiani un popolo di deficienti, o identificarli con Berlusconi. Tutti sembrano amare l’Italia e riconoscerne la passata grandezza, anche se riconoscono che ora deve cambiare, e subito. Forse, visti gli ultimi giorni e le ultime proteste, qualcosa sta cambiando davvero.

Settimana turistica: Leicester Square, Covent Garden, Chinatown

Salve gente! Un’altra settimana è passata e io mi sento sempre più a casa: AMO questo posto. Anche se non sipuò dire di certo che sto qui a poltrire: nonostante abbia soltanto 3 giorni di lezione a settimana, il lavoro che ho da fare è parecchio. Leggere molti libri e giornali, scrivere di qua e di là, fare ricerche… But I like it!

La mia settimana è iniziata in modo piuttosto eccitante: i miei professori ci stanno facendo fare un remake di “Question Time”, uno dei talk show più popolari di BBC1. Il programma è condotto da David Dimbleby (un superpresentatore) e ospita ogni giovedì esponenti della stampa e della politica, che devono rispondere alle domande del pubblico  (spesso inaspettate) riguardo agli eventi dell’ultima settimana. I miei professori ci hanno divisi in gruppi (blu, bianco, ecc, sembra di essere ad Amici di Maria de Filippi) e ci faranno registrare una puntata di Question Time made in City University London. Abbiamo il nostro studio televisivo, ed è stato una figata assurda provare la prima puntata! Io ho chiesto di fare la presentatrice ed è stato davvero divertente, anche se per l’occasione non avevo gli schermi con le cose da dire, come sarà quando registreremo. Ogni tanto mi dimenticavo cosa dire, ma aprire il programma dicendo “Welcome to Question Time at City University of London, this is Carolina Are and here is my panel… ” non ha prezzo!Il bello è che è uno studio vero, con tanto di sedie per il pubblico e sala audio, telecamere robotiche ecc.

Nel frattempo, sto anche facendo progressi col mio francese (verbi irregolari! YEEEE!!!) e iniziando a scrivere i primi articoli: ci hanno “commissionato” una storia su Halloween o Bonfire Night (la notte del 5 novembre, in cui ci sono i fuochi d’artificio per celebrare il fallimento di Guy Fawkes nel far saltare in aria il parlamento). Siamo tutti piuttosto preoccupati perché è il primo “assignment” e non siamo ancora sicuri se quello che scriviamo sia “news” oppure no. Qui la gente già si maschera: ho visto zombie e sangue dappertutto.  Nel frattempo Lorenzo Petrilli, un amico blogger, mi ha chiesto di scrivere un articolo sulla liberazione di Amanda Knox, che anche qui ovviamente ha fatto scalpore. Lo trovate sul suo blog. Continua a leggere

Disavventure,balli e South Bank

Guys, what a week! Mamma mia che settimana!!! Non posso certo dire di essermi annoiata, anche se non è stato tutto rose e fiori.

Iniziamo con l’Indian Summer, che sta rendendo piacevoli i nostri pomeriggi con una temperatura di 30 °C. Nessuna di noi se l’aspettava, e prendere la metro o girare coi borsoni ripieni di computer è un inferno.

Oggi io e le mie amiche siamo state a South Bank, la super-rivalutata ex sponda malfamata di Londra. Ci si arriva conla Northern Line, ma anche coi bus numero 43 da Angel e RVI da Covent Garden. Noi oggi abbiamo preso il bus visto che, a causa delle Olimpiadi che si terranno quest’estate, nel weekend fanno sempre lavori sulle linee della metro. Il caldo era insopportabile e il viaggio di 20 minuti sull’autobus è stato infernale.

Una volta arrivate ci siamo dette che ne era valsa la pena: non appena esci dalla stazione di London Bridge vedi la Southwark Cathedral, circondata da ristoranti di tutti i tipi (in uno fanno una paella buonissima!) e dal Borough Market, uno dei mercati più amati della città. Il Borough Market la mattina è un vero spettacolo: ci sono cibi da tutto il mondo, frullati buonissimi e cartelloni caratteristici. Io ci sono stata tante volte, ma sta volta purtroppo eravamo lì di pomeriggio ed era praticamente tutto chiuso.

Da lì ci siamo dirette verso il fiume. Questa zona è la mia preferita di Londra,quella dove spero un giorno di trovare casa. Passeggiando lungo il fiume vedi una serie di pub, tra cui l’antico The Anchor, strapieni di ragazzi e sprizzanti di vitalità. E poi c’è l’indimenticabile Globe Theatre, il teatro (ricostruito) di William Shakespeare,dove d’estate ci sono tuttora i suoi plays. Io una volta sono riuscita a vedere “As You Like It”. Vale davvero la pena vedere uno spettacolo al Globe, perché è ricostruito alla perfezione e soprattutto hai la possibilità di stare in piedi proprio sotto il palco, di vedere da vicino i movimenti degli attori e di sentirti catapultato a fine 1500. Proseguendo lungo il fiume si arriva alla Tate Modern Gallery, l’ex centrale termoelettrica diventata galleria d’arte moderna, con tanto di dipinti di Picasso, Monet, Pollock e De Chirico. Un’esposizione che mi ha davvero colpito è stata quella dell’americana Taryn Simon (http://www.tate.org.uk/modern/exhibitions/tarynsimon/default.shtm ), che ha viaggiato per il mondo fotografando e classificando nelle sue composizioni varie genealogie, ma anche i vari problemi sociali del nostro pianeta. Per esempio, sono rimasta molto impressionata dalle foto di una serie di orfani ucraini: il loro nome non veniva citato, ma la didascalia spiegava come spesso i bambini degli orfanotrofi non venissero tutelati e fossero dati in pasto alla prostituzione e alla malavita. Continua a leggere