La politica italiana vista da fuori

Non volevo parlare troppo di politica in questo blog, ma questa settimana non posso trattenermi. Con la rinnovata fiducia al governo Berlusconi le notizie sul nostro governo abbondano, per non parlare poi dei commenti di amici e insegnanti.

Ovviamente, tra le prime colpe che qui attribuiscono al Cavaliere c’è la mancanza di credibilità. Non lo dicono neanche che non è credibile, è semplicemente ovvio. Tutto traspare dal modo in cui ne parlano e da come ne ridono.

Tra le materie che studio c’è Introduzione ai Media Inglesi. Quando abbiamo parlato di conflitto d’interessi, Berlusca non poteva non saltar fuori. La mia professoressa gli ha dedicato due slide: non ha detto granché, non si è schierata, ha chiesto a noi Italiani cosa ne pensassimo. Bastavano le frasi dello stesso Berlusconi a dare l’idea di un personaggio farsesco e ridicolo: “Sono il miglior leader politico in Europa e nel mondo”. Quel “Berlusconi on himself”, Berlusconi su se stesso, vi fa capire quanto assurda una dichiarazione del genere possa sembrare. E’ già ironico per conto suo. Le immagini della sua villa, delle sue donne e della sua vita hanno fatto il resto.

Oggi sul Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/14/berlusconi-scrapes-through-confidence-vote)  John Hooper dice senza girotondi: “Berlusconi has appeared incapable of reacting effectively to the simmering debt crisis in the eurozone”. Berlusconi è sembrato incapace di reagire in modo efficace alla incontrollabile crisi di debito nell’Eurozona. Parla delle promesse mancate, quel “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” che è stato il motto del governo Berlusconi, in cui adesso non crede più nessuno (si spera!). “Berlusconi’s government” continua Hooper, “has so far been unable to come up with a credible plan for reanimating the economy. Its policy- or lack of one- has been fiercely criticised by both trade unions and employers’ groups”. Il governo di Berlusconi è state fino ad ora incapace di creare un piano credibile per rianimare l’economia. La sua politica – o la mancanza della stessa- è stata criticata con forza sia dai sindacati che dai gruppi dei datori di lavoro.

I commenti della gente comune, degli amici, dei compagni di università fanno ancora più tristezza. Non hanno peli sulla lingua. E io non sento il minimo razzismo, ma soltanto tanta consapevolezza, quando sento che “Solo un paese come l’Italia poteva eleggere uno come Berlusconi”.

Quello che mi tira su di morale è che nessuno sembra ritenere gli Italiani un popolo di deficienti, o identificarli con Berlusconi. Tutti sembrano amare l’Italia e riconoscerne la passata grandezza, anche se riconoscono che ora deve cambiare, e subito. Forse, visti gli ultimi giorni e le ultime proteste, qualcosa sta cambiando davvero.

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