Alice Cooper’s Halloween Night of Fear

Salve gente!!!! …Ho per caso già detto che amo questo posto? Mi sento al centro del mondo: domani (o oggi?) è Halloween e ho solo l’imbarazzo della scelta per dove andare. Sopratutto, amo questo posto perché mi ha dato la possibilità di vedere il mio cantante preferito da tanti anni ormai: quel mostro sacro, il re dello shock rock, Alice Cooper.

Esiste un modo migliore di prepararsi per Halloween che andare a vedere l’Alice Cooper’s Halloween Night of Fear? Per me, fan sfegatata di Alice e da sempre amante del sangue, no di certo. Quando quest’estate ho saputo di quest’occasione mi son detta:”Devo andarci”. E, come da copione, l’ho fatto. Non è stato facile, prima di tutto perché non avevo nessuno con cui andarci e dovevo avventurarmi di notte in una zona che non conoscevo; in più, il biglietto costava la bellezza di 41 sterline. Ma il concerto è valso tutto questo e molto di più!

Ieri sono partita da casa mia alle 3 e mezza, onde evitare file chilometriche. Ho preso la metro da Barbican fino a King’s Cross e da lì ho preso la Piccadilly Line fino a Wood Green. Devo ammettere che ero piuttosto spaventata, visto la zona era piuttosto vicina a Tottenham, da dove sono partiti i riots quest’estate. In ogni caso, nonostante l’apertura dei cancelli fosse alle 5 e mezza e io fossi arrivata alle 4 e mezza, c’era già una discreta fila. Quindi mi sono incolonnata con gli altri, ho iniziato a parlare con qualche uomo mascherato, mi sono goduta il mio panino al prosciutto e soprattutto la fantastica vista dell’Alexandra Palace. Il posto non sembrava molto adatto ad ospitare un cantante trash come Alice: sembrava una concert hall molto posh, con una vista fantastica. Alla fine tutto si è rivelato perfetto.

Lo show è stato piuttosto lungo: dalle 18.00 fino alle 23.00. Visto che ho fatto di tutto per essere in seconda fila pure sta volta (e, proprio come al mio primo concerto di Alice, ce l’ho fatta!) ho dovuto farmi forza e stare in piedi per tutto quel tempo, senza muovermi dalla mia postazione, per non perdere la fantastica vista che avevo. Per chi non conoscesse Alice Cooper (cosa impossibile se mi conoscete, visto che vi fracasso le cosiddette con quanto lo adoro ogni due per tre) , è praticamente l’inventore dello shock rock: i testi delle sue canzoni sono trash, spesso perversi, e i suoi show sono a dir poco splatter. Quindi chi meglio di lui per intrattenere il pubblico di un Halloween Show?

Mentre facevo la fila mi sentivo piuttosto normale, cosa che non succede spesso. Tutti erano super truccati, alcuni portavano dei costumi impossibili, altri si erano mascherati da zombie e si comportavano come tale. Perché tutto questo? Perché all’interno dello show ci sarebbe stato il Britain’s Got Freaks (invece di Britain’s got Talent, il celebre talent show con lo spaventoso Simon Cowell) : i più strambi tra il pubblico sarebbe stata scelta, chiamata sul palco e nel backstage. Quindi molti si sono davvero impegnati nel trovare il costume più assurdo: il vincitore è stato il mostro della palude, che col caldo allucinante del concerto ha avuto il coraggio di mettersi un costume pesantissimo e tutto peloso e una maschera di plastica. Tuttavia, la cosa che mi ha stupito di più è stato vedere una vecchietta sulla settantina fare la fila. Sembrava una piccola Miss Marple, coi capelli bianchi tutti riccioluti e gli occhialini a mezzaluna. In ogni caso, non ha rinunciato a vedere Alice…e neanche a un cerchietto coi pipistrelli a molla che andavano avanti e indietro. Mah..

Lo show si è aperto con una serie di numeri, uno più bello dell’altro. Prima di tutti ci sono state le Girls Roc, delle ballerine mangia fuoco che hanno eseguito un numero sotto le note dei Metallica e di Marilyn Manson. Dopo di loro è entrata in scena la Bride of Chucky, una ballerina che si infilava spilli nella pelle e si pinzava le calze o il pizzo al sedere. La cosa faceva abbastanza senso! Per la mia felicità, i numeri seguenti son stati di burlesque: la prima ragazza ballava e faceva air guitar con una chitarra elettrica che poi ha piallato completamente, quasi bruciandosi con le scintille; la seconda era una burlesque cow girl, che faceva la mangia fuoco e giocava con lazzo infuocato.

Finalmente, intorno alle 8, il concerto vero e proprio è iniziato e i New York Dolls, la band spalla, sono saliti sul palco. Non sono una loro grande fan, ma devo ammettere che sono stati piuttosto bravi. Anche loro hanno la loro età, ma sono stati dinamici e hanno saputo intrattenere il pubblico. Non me li son goduti tantissimo, soprattutto perché aspettavo Alice, ma di certo mi hanno stupita.

Alle nove le luci si sono spente: era arrivato il momento che tutti aspettavamo. Una voce ha iniziato a parlare dal buio: “If I may put forward a slice of personal philosophy, I view that man has ruled his world as a stumbling demented child-king long enough! And as his empire crumbles, my precious black widow shall rise as its most fitting successor!” Era Vincent Price, la voce di background di Welcome To My Nightmare, uno dei migliori album di Alice. Segue il familiare suono delle chitarre e poi il sipario si alza: la scena è già pronta, Alice è su un’alta colonna e indossa un cappotto con le zampe di ragno, apre con “The Black Widow”, da Welcome to My Nightmare. Non riesco a credere che ha aperto proprio con una delle mie preferite, con la canzone che ha ispirato il mio tatuaggio!

Finita The Black Widow, Alice ha continuato con Brutal Planet, una delle hit dei suoi ultimi album, per poi ritornare ai suoi primi successi con I’m Eighteen, un classico che è stato la colonna sonora dei miei diciott’anni. A seguito sono arrivate due canzoni fantastiche, No More Mr Nice Guy e Billion Dollar Babies, dall’album omonimo. Ma che concerto sarebbe stato senza un serpente? Dopo I’m Eighteen, Alice è tornato sul palco con un pitone avvolto al collo, cantando Is it my body con nonchalance, mentre il pitone gli strisciava addosso. Tornando a Welcome To My Nightmare, un Alice seduto e stranamente sensibile ha cantato Only Women Bleed, contro la violenza sulle donne, con una bambola di pezza tra le braccia…Bambola di pezza che poi si è trasformata in Cold Ethyl, una donna morta con cui Alice ha un’ “avventura” in una cella frigorifera. Ma c’è stato lo spazio anche per le canzoni del nuovo album, Welcome 2 My Nightmare, che si è rivelato piuttosto buono. Alice ha cantato I’ll Bite Your Face Off, una delle mie preferite, salendo sul palco con una giacca che diceva “New Song!” .

E poi è arrivata, la più grande hit di Alice e la mia canzone preferita: Poison, fantastica come sempre, ha mandato il pubblico in delirio. Poi è stato il momento di Hey Stoopid, con fantastici cori da parte del pubblico, e soprattutto della super studiata Feed My Frankenstein: Alice, vestito da Dr Frankenstein, ha dato vita a un mostro gigante con una macchina che faceva scintille. Nel frattempo, un tizio che sembrava un paparazzo ogni tanto compariva sul palco, attirando la stizza di un Alice scocciato, quasi imbarazzato: sembrava che non sapesse che fare. Poi il colpo di scena: mentre cantava Wicked Young Man i due iniziano a litigare e Alice lo trafigge con la spada. Era tutto preparato! Allora arrivano due boia con una ghigliottina e giustiziano l’omicida: la testa di Alice viene mostrata al pubblico dal boia, che la bacia sulla bocca ed è costretto a staccarsi, perché la bocca di Alice sputa sangue. Ed ecco che la sua voce rimbomba: “You love the dead, don’t you?” e la band (dove tra l’altro c’è un bassista bellissimo!) inizia a cantare I love the dead.

Una campanella riporta Alice sul palco,più vivo che mai e tutto vestito di pelle e borchie, pronto a cantare la celebre School’s Out: iniziano a volare enormi palloncini che buca con una spada, inondandoci di coriandoli. Alice e la band ringraziano ed escono di scena, ma tutti sappiamo che ci sarà un’encore: e infatti ritornano, sta volta tutti coperti da bandiere inglesi. Alice canta “Elected”, dicendo di voler fondare il partito degli alcolisti: “Siamo dappertutto, abbiamo problemi in tutto il Regno Unito! E avrete il leader migliore del mondo… IO!”. Coriandoli, stelle filanti e luci accecanti riempiono il palco e il palazzo. E’ la fine del concerto: a 63 anni, Alice Cooper sa ancora come tenere vivo un concerto. E’ sempre la mia rockstar preferita e il concerto mi ha lasciato semplicemente euforica.

Il ritorno è stato di un’organizzazione degna dell’Inghilterra: l’Alexandra Palace offriva un servizio di autobus gratis fino alla metropolitana. Sono ritornata a casa sana e salva, con una nuova maglietta ufficiale di cui sono piuttosto fiera:

Goodnight everybody, presto vi aggiornerò sul mio Halloween 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...