“Back to civilisation”: quello che i turisti pensano dell’Italia

Eccomi di nuovo: sono tornata dopo un mese di silenzio. E inizierò di nuovo a scrivere con un argomento che, per quanto poco piacevole possa essere, mi sta a cuore.

Il 6 gennaio, dopo interminabili ore all’aeroporto (si, di nuovo) , ho finalmente preso il volo Roma-Heathrow. All’atterraggio, il mio buon umore è stato per un attimo oscurato da un commento fatto da dei turisti Brasiliani seduti dietro di me: “Back to civilisation”, hanno detto. “Siamo tornati alla civiltà”.

Ora,sono la prima a criticare i mille problemi e le mille fregature del mio Paese: credo che sia un po’ parte di noi “indigeni”, che ci lamentiamo sempre ma alla fine adoriamo l’Italia. Ma sentire commenti del genere dall’esterno fa più male, perché vuol dire che la cattiva impressione che diamo lascia il segno, nonostante la bellezza dei nostri monumenti e la bontà del nostro cibo. E se non si dimentica, nonostante tutte le bellezze del nostro paese, dev’essere proprio un’impressione cattivissima.

Nel corso della mia vita ho viaggiato spesso per l’Italia, un po’ perché ho metà della famiglia a Roma e un po’ per seguire i miei nel loro lavoro. L’impressione è sempre la stessa: un Paese stupendo, ma poco accogliente. Non perché la gente è “cattiva”, ma perché i servizi sono pessimi, i mezzi pubblici sono in ritardo, si tenta sempre di fregare il prossimo e , soprattutto, per un turista straniero si fa ben poco. Non per cattiveria, sia ben chiaro: perché non ci si sforza ad imparare l’Inglese, lingua ormai essenziale per la comunicazione.

Secondo un articolo di qualche anno fa(http://www.globalpost.com/dispatch/italy/090811/italy-fights-bad-press), una coppia Giapponese in vacanza in Italia aveva dovuto pagare un condo di 1000 dollari per una pasta, mentre un’altra aveva pagato più di 700 dollari per un viaggio in carrozza. Addirittura dei giornalisti Italiani che si fingevano turisti si erano sentiti dire che l’acqua di Roma (tra le più pulite e potabili d’Italia) non si poteva bere, perciò avevano dovuto comprare delle bottiglie d’acqua piuttosto costose. La fregatura dell’acqua la confermo: mi è capitato di vedere gente appostata a vendere l’acqua in centro a Roma per prezzi che arrivavano ai 10 euro.

Sarebbe davvero bello se, nel nostro paese, le cose iniziassero a funzionare. Se non fossimo più visti come un Bel Paese pieno di cafoni,ladri e imbroglioni. Sarebbe proprio bello se iniziassimo a tenere di più alle nostre strade, ai nostri mezzi di trasporto, ai nostri luoghi pubblici, ai nostri monumenti. Se le nostre città fossero più pulite e i nostri addetti al turismo più gentili e preparati. Sarebbe proprio bello!

Ora però sono di nuovo a Londra, quindi basta parlare di casa nostra.Vi aggiornerò presto con le mie avventure!

2 risposte a ““Back to civilisation”: quello che i turisti pensano dell’Italia

  1. Mamma com’è vero: basta pensare al museo della nostra città. Ho fatto presente fin dall’apertura che mancavano traduzioni per turisti, almeno in inglese e una guida che fosse capace di spiegare le cose agli stranieri. E questo non per deformazione professionale, o perché volessi accaparrarmi il lavoro di traduttrice, ma perché avendo visitato una grossa quantità di musei all’estero mi son resa conto di quanto lì si faccia di tutto per accogliere gli stranieri. Infondo, è business anche quello e noi potremmo avere tantissimi introiti in questo modo. Ma preferiamo respingere la gente.
    Com’è triste, davvero…anche perché queste immagini ci condannano tutti all’estero…subire i pregiudizi della gente perché questo è un paese di cafoni non è bello! 😦

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