Tempi bui per il giornalismo? Conferenza alla City University

Se studiate Giornalismo alla City University, rassegnatevi al dover partecipare a centinaia di conferenze serali sul futuro del giornalismo inglese. Questo (lungo) lunedì è stata la volta di “Il momento peggiore o il momento migliore? Cosa possiamo imparare dall’inchiesta di Leveson e dallo scandalo intercettazioni?”, che ospitava il direttore dell’Independent, un ex giornalista del defunto News of the World, una vittima delle intercettazioni e il segretario del sindacato dei giornalisti (National Union of Journalists).

Prima di raccontarvi che cosa è successo, credo sia necessario fornirvi un piccolo background. La scorsa estate il famosissimo giornale domenicale News of the World, di proprietà del magnate di Sky Rupert Murdoch, è stato chiuso dal suo stesso proprietario. Cosa, direte voi, avrà portato “lo Squalo” Murdoch a chiudere un giornale nato 169 anni fa che faceva ancora miliardi di profitti? Beh, dopo anni d’insabbiamenti d’indagini, si è scoperto che l’intera redazione è stata coinvolta nel “phone-hacking”: alte cariche del giornale hanno autorizzato i giornalisti a intercettare i messaggi privati di numerosi telefoni col fine di trovare nuove storie. Tra le vittime ci sono gli attori Hugh Grant, Jude Law, Sienna Miller; David Beckham; Paul MacCartney; l’ex Primo Ministro Gordon Brown; le famiglie delle vittime dell’11 settembre e degli attentati del 7 luglio 2005 a Londra; le famiglie dei soldati morti in Afghanistan.

Ciò che però ha più shoccato l’opinione pubblica inglese è stata l’intrusione nei messaggi vocali di Milly Dowler, dodicenne rapita qualche anno fa, che è stata poi trovata morta. Mentre la polizia indagava sulla sua scomparsa, i giornalisti del News of the World cancellavano i messaggi vocali nel suo cellulare per creare spazio per altri, convincendo la polizia e la famiglia della ragazzina del fatto che fosse ancora in vita.

Dalla scorsa estate, il phone-hacking scandal ha creato un effetto a catena: prima la chiusura del News of the World, poi il mancato acquisto di Murdoch del resto delle azioni di BSkyB, poi il lancio da parte del Primo Ministro David Cameron (a suo modo coinvolto, visto che il suo portavoce era l’editore del NOTW al tempo delle intercettazioni) di un’inchiesta, la Leveson Inquiry, per stabilire un regolamento del giornalismo inglese. Numerosi giornalisti sono stati arrestati, mentre la fiducia nei giornali inglesi è sotto le scarpe.

Perciò l’argomento della conferenza di oggi era proprio questo: è il momento migliore o peggiore per essere un giornalista? Siamo arrivati alla conclusione che si, le vendite e la fiducia calano, ma forse l’inchiesta porterà qualche ventata di freschezza e qualche nuova regola nel selvaggio giornalismo inglese, dominato dai “quality newspaper” e dagli squallidi “tabloid”.

Mi sento davvero fortunata ad aver partecipato: l’evento, sotto l’hashtag #levesonlessons, ha raggiunto il terzo posto nel trending di Twitter a Londra. Da “squali” quali siamo, noi studenti di giornalismo ci aspettavamo un bello scontro di pugilato fra Neville Thurlbeck, uno dei giornalisti del NOTW coinvolti nello scandalo, e la vittima Mary-Ellen Field, che ha perso il suo lavoro perché i suoi capi credevano che passasse informazioni ai media. Ci aspettavamo un Thurlbeck cattivo, pronto a difendere le pratiche del suo giornale.

Quello che abbiamo avuto invece è stata una discussione civilissima, in cui Thurlbeck ha ammesso le colpe del NOTW: “Abbiamo danneggiato la vita dell persone, invaso la loro privacy con la possibilità di distruggere le loro carriere, i loro matrimoni, le loro vite .Ho chiesto scusa a Mary da parte mia e del mio giornale in privato e le chiedo scusa pubblicamente anche adesso. Lo stile di noi giornalisti di tabloid è tutto sbagliato. Dobbiamo cambiarlo e riconquistare quel legame di fiducia che avevamo coi nostri lettori. E questo sarà il compito di tutti i giovani che vedo qui”.

A volte, i giornalisti dei tabloid non avevano scelta: non tutti i giornali accettano il sindacato, la National Union of Journalists. Il segretario, Michelle Stanistreet, insieme a Thurlbeck ha parlato di bullismo nei giornali. Molto spesso giornalisti con una famiglia a carico dovevano chiedersi quale fosse la scelta peggiore: intercettare un telefono o perdere il proprio lavoro?

Quello che è certo è che, per quanto squallidi gli scoop del News of the World fossero, il giornalismo inglese ha perso molto con la sua chiusura: il suo “sostituto”, in Sun on Sunday, non è all’altezza del suo predecessore. Il News of the World era capace di grandi scoop investigativi, e di certo non tutti i giornalisti erano coinvolti nelle intercettazioni. Rupert Murdoch ha perciò, a detta della Stanistreet, chiuso un giornale lasciando troppi innocenti senza lavoro e ha reso il giornalismo “il giochino di un uomo solo”.

Il futuro del giornalismo inglese dipenderà inevitabilmente dall’esito della Leveson Inquiry. Non è detto però che tutto finisca bene: secondo il direttore dell’Independent, Chris Blackhurst, i sotterfugi a volte sono indispensabili nel giornalismo investigativo. “Anche se abbiamo una legge sulla Libertà d’informazione, viviamo in una società chiusa. Le persone non vogliono che tu venga a sapere certe cose, e se Leveson ferma le coperture e i sotterfugi la società ne perderà”. Ai posteri ( e quindi a quelli come me e alla nostra possibilità di trovare lavoro) l’ardua sentenza.

 

2 risposte a “Tempi bui per il giornalismo? Conferenza alla City University

  1. Muito bom…really good!!! ;0)

  2. Pingback: Dentro il Parlamento inglese per la Leveson Inquiry | London's Calling: Londra Chiama!

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