A caccia di casa a Londra – parte 2

Vi avevo lasciato disperata, alla ricerca di una casa dove stare il prossimo anno dopo una serie di rifiuti e viewings disastrosi. Non temete: da quei giorni le mie sorti si sono risollevate!

Dopo aver visto quel primo appartamento, io e le mie amiche non ci siamo date per vinte e abbiamo continuato a chiamare gli agenti immobiliari. Qualche settimana dopo siamo riuscite a prenotare un altro viewing, questa volta vicino a King’s Cross. La descrizione sembrava perfetta: a soli 20 minuti di camminata dall’Università, la casa si trovava in un adorabile quartiere praticamente attaccato all’enorme stazione e rientrava nel nostro budget.

Avevamo parlato troppo presto. Il quartiere era si a 20 minuti a piedi dall’università, ed era si adorabile. E si, il palazzo aveva la vista su King’s Cross. Il problema è che quando siamo arrivate ci siamo trovate la polizia dentro, che urlava contro un residente minacciandolo di portarselo in commissariato. Anche il resto dei residenti aveva un’aria poco raccomandabile. L’appartamento era pieno di muffa, la larghezza della cucina era di pochi centimetri, il soggiorno era convertito in una terza camera e una delle camere da letto era più piccola di un ripostiglio. Appena messo il naso fuori, all’unanimità abbiamo pronunciato un sonoro NO.

Di nuovo senza alcun appartamento dove stare, non ci siamo abbandonate alla disperazione. E meno male! Esattamente due giorni dopo avevamo prenotato un altro viewing, sta volta a Hoxton. I nostri (incredibili) sforzi sono stati finalmente premiati. Finalmente abbiamo trovato casa! E’ un appartamento rinnovato di recente, con tre camere da letto molto grandi ( sono alquanto contenta della mia), finestre all’inglese, una porta blu come nel film Notting Hill e una cucina piccola e carina.Il prezzo è pure più basso dell’orrendo appartamento a King’s Cross, e la casa si trova a soli 15 minuti a piedi dall’università. Ricordate comunque che dovete aggiungere a tutto le bollette, per noi una trentina di sterline al mese a testa.

Finestre all’Inglese.

In più, il quartiere di Hoxton è tra quelli super rivalutati, pieni di artisti, con la White Cube Gallery a Hoxton Square, dove esponeva i suoi lavori Damien Hirst. Ovviamente tutto questo doveva avere un lato negativo: la casa era disponibile solo a partire dal 20 luglio. Siamo dovute scendere a compromessi e l’abbiamo presa: non potevamo lasciarcela scappare.

Per coloro che, dall’Italia, intendono trasferirsi a Londra, state in guardia: le agenzie immobiliari chiedono un anno di affitto in anticipo. Noi siamo riuscite a farcelo ridurre a sei mesi, ma non avendo un British Guarantor (una persona inglese che possa garantire il saldo se noi non pagassimo,  e in sostanza qualcuno che l’agenzia può portare in tribunale se non le arriva l’affitto) ci è toccato comunque sborsare un bel po’ di soldi.

Nonostante lo stress dei primi giorni per raccogliere tutti quei mesi d’affitto, possiamo finalmente dire che a Settembre non staremo sotto i ponti. Perciò non disperate: trovare un appartamento a Londra non è impossibile… Ma armatevi di TANTA, TANTA pazienza!

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