AIESEC: scambi culturali in 110 paesi

Come promesso nella mia About page, ecco qualche informazione su AIESEC, l’associazione studentesca di cui sono entrata a far parte alla fine di quest’anno accademico.

Ho sentito parlare di AIESEC (Association Internationale des Etudiants Sciences, Economiques et Commerciales, che accetta però studenti da qualsiasi facoltà)  per la prima volta tramite un amico. All’inizio mi sembrava soltanto un’associazione per spocchiosi studenti d’economia (quelli della mia università sono celebri per il vantarsi del loro status) , ma quando ho sentito parlare di cosa faceva effettivamente AIESEC mi sono subito interessata.

AIESEC è un’organizzazione globale nata sessant’anni fa che mira a trasformare studenti e recenti laureati in leaders attraverso la partecipazione a uno scambio culturale. I membri organizzano e partecipano a conferenze (470 all’anno) in cui parlano interessantissimi conferenzieri (tra cui il direttore della Pepsi). Ai discorsi degli speaker seguono feste divertentissime e,parola mia, alquanto selvagge. AIESEC, portandoti fuori dalla tua zona franca, ti spinge al miglioramento e al coraggio nelle tue scelte.

AIESEC è presente in 110 paesi del mondo, in 1700 università. Ha 45 mila membri e offre 8500 stage dai suoi 4000 partner e sponsor. L’associazione nacque per aiutare le società a capirsi l’una con l’altra dando agli studenti la possibilità di vivere e lavorare all’estero. Nata per i giovani e organizzata per i giovani, AIESEC migliora le loro capacità a tal punto che il loro lavoro è spesso richiesto dalle migliori associazioni del mondo.

AIESEC in Inghilterra è presente in 24 università ed esiste pure in Italia  (anche se io, qui, non ne avevo mai sentito parlare). Il mio ruolo al suo interno è quello di Communications Manager per il neonato dipartimento delle comunicazioni di AIESEC City. Tra i compiti assegnatimi dalla Vice Presidente delle comunicazioni ( ogni dipartimento ha il suo vice presidente, che dipende a sua volta dal presidente dell’associazione locale) c’è quello di entrare in contatto con le aziende, presentare AIESEC all’università e occuparmi del lato promozionale (social network, sito eccetera).

Visto che mi sono unita all’associazione solo a maggio, per ora non ho fatto molto. Ho partecipato soltanto a dei meeting locali. A partire da settembre però potrò andare alla mia prima conferenza (sperando di non uscirne troppo devastata). In più, come già molti miei amici stanno facendo, la prossima estate ho in mente di andare io stessa in exchange in uno dei 110 paesi in cui lavora AIESEC. C’è chi è andato in India, Cina, Brasile o Colombia e chissà dove finirò io! Una cosa è certa: non vedo l’ora. Vi terrò aggiornati sui miei progressi, speak soon!

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