Prima settimana d’università

Dear friends, come promesso, eccovi il resoconto della mia prima settimana da second-year di Giornalismo alla City University di Londra.

Prima che vi facciate prendere dall’invidia, sono costretta a comunicarvi che è finita la pacchia: niente più weekend di quattro giorni, né esami che non contano sulla percentuale della laurea. Quest’anno si fa sul serio: tutti gli esami e i test contano, e il weekend inizia il venerdì.

La settimana è cominciata lunedì con una nuova materia, Journalism Skills, che ha due lati: quello del sub-editor (ossia il giornalista che corregge gli articoli e controlla i fatti, facendo in modo che tutti i testi non superino il limite di parole concesso dalla grafica) e quello del giornalista vero e proprio. Perciò, dopo aver corretto gli errori di alcuni articoli, aver tagliato le parti e lavorato sulla grafica della pagina su InDesign, il nostro compito almeno per lunedì è stato concluso.

A Journalism Skills ha fatto seguito la primissima lezione di stenografia, che occupa ben 8 ore della mia settimana. Inizialmente è un po’ dura prendere il ritmo, ma una volta che capisci il meccanismo dietro all’alfabeto e i trucchi per scrivere più veloce diventa divertente. Martedì è stata la volta di Francese (ora sono passata al livello avanzato, il che sarà una sfida visto che il mio Francese è ancora ben altro che perfetto) e di nuovo di stenografia. Mercoledì invece ho avuto la prima lezione di “Power Without Responsibility”, un nuovo modulo diretto da Benedetta Brevini, giornalista e ricercatrice italiana che, ci ha detto, ha pure intervistato Berlusconi. Brevini, che è risultata subito simpatica a tutti per il suo entusiasmo e che sembra super preparata, ci parlerà di etica dei media e dello stretto rapporto fra l’informazione e il potere.

Giovedì le nostre speranze di far festa come l’anno scorso sono state definitivamente infrante nel vedere il programma intero di Journalism Skills. Dovremo produrre un portfolio pieno di un numero assurdo di articoli, presentare nuove idee ad ogni lezione, fare ricerche e interviste molto più di quanto avessimo immaginato. Ma questo è il motivo per cui ci siamo iscritti: volevamo il giornalismo vero, non la teoria. E continue scadenze, ricerche su ricerche e nuove interviste è proprio quello che ci aspetta nel mondo del giornalismo.

Per ora ho il venerdì libero, ma nelle ultime cinque settimane del trimestre invernale avrò dei Radio Day dalle 10 alle 5 in cui creeremo un programma radio ogni settimana.

Certo, orari così non aiutano con lo stress. Ma con qualche caffè in più e un po’ più di riposo spero, facendo le corna, di farcela. Se c’è una cosa che ho imparato lo scorso anno è che ho molta più voglia di mettermi in gioco e di accettare le sfide. Quest’anno sarà una sfida ancora più grande, ma sono ottimista: se riuscirò ad imparare divertendomi come l’anno scorso avrò raggiunto il mio obiettivo.

Vi lascio con le foto del mio biglietto da visita ufficiale (cortesia di AIESEC) e con le foto del mio pomeriggio a leggere sul Regent’s Canal. Enjoy! xxx

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