Il pluralismo mediatico e il conflitto d’interessi italiano al Parlamento inglese

Cari lettori e lettrici, per citare Britney Spears ( e da qui si nota la stanchezza di una pesante giornata giornalistica): oops, I did it again. Anche oggi mi sono intrufolata nelle sale del Parlamento inglese per una conferenza riguardo al pluralismo nei media europei.IMG_3157

L’European Initiative for Media Pluralism è un gruppo nato a Febbraio che mira a raccogliere un milione di firme per far si che l’Unione Europea approvi una legge tutelante il pluralismo nei media contro i monopoli e il conflitto d’interessi.IMG_3166

Mi è stato permesso di andarci grazie a Media Reform Coalition, il gruppo di attivisti del quale blog sono la direttrice. Tra gli ospiti c’erano: Giovanni Melogli, co-fondatore dell’EIMP e Bill Emmott, ex direttore dell’Economist responsabile della celebre cover anti-Berlusconiana “Why this man is unfit to run Italy”.

L’incontro è durato un’ora e, nonostante fossi esausta dopo tutto il tempo passato a prendere nota dei discorsi in stenografia, mi ha dato speranza in un mondo migliore.IMG_3171

L’EIMP nasce infatti dal desiderio di un gruppo di Italiani di tutelare i media del proprio paese, desiderio poi condiviso da paesi come il Regno Unito, fresco dello scandalo intercettazioni, l’Ungheria e la corruzione di media e governo, la Romania, la Francia e la Bulgaria. Vedere tutti questi professori, giornalisti, attivisti unirsi per una causa comune mi fa sperare davvero nel potere dell’Unione Europea.

Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, ha detto: “L’Italia ha molti limiti ai monopoli mediatici ma poca indipendenza d’informazione. E’ un paese che ha un buon meccanismo per incrementare il pluralismo attraverso vari sussidi e apparati, ma pochi mezzi per difendere i media dai monopoli, il che spiega perché sia stata relegata in una posizione piuttosto triste riguardo alla libertà di stampa.

Economist editor Bill Emmott

Economist editor Bill Emmott

“E’ un paese dove tutti possono dire quello che vogliono, ma chi ha la voce per dare le notizie? Colui che ha più strumenti mediatici. E il problema non sta soltanto nel cacciare Berlusconi, ma anche negli altri partiti che hanno accettato il suo potere e il conflitto d’interessi per troppo tempo”.

Giovanni Melogli, co-fondatore dell’EIMP, ha detto: “ L’UE non ha fatto niente quando Berlusconi ha iniziato a controllare più della metà dei media italiani. La cosa più importante, il nostro obiettivo principale è che l’UE ammetta di avere la competenza per difendere il pluralismo mediatico e l’indipendenza dei suoi stati membri. L’UE deve proteggere i diritti dei suoi cittadini”.IMG_3161

Ma l’Italia non è stato l’unico paese messo in discussione: il potere di Rupert Murdoch in Inghilterra, la corruzione dei media messa in atto dallo stato ungherese e l’eccessiva potenza di alcuni gruppi mediatici stranieri in vari stati europei sono stati al centro della discussione.IMG_3165

Perciò ora la domanda è: come regolamentare il pluralismo a livello internazionale? Secondo Ferenc Miszlivetz, dell’Accademia delle Scienze Ungheresi, prima di tutto bisogna rendere la democrazia europea più efficiente. Ora la palla passa ai cittadini e all’Unione Europea. Firmate qui e aiutate l’EIMP a raggiungere un milione di firme: io ho firmato. E voi?

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