Conferenza sul nuovo giornalismo alla City University

Una conferenza della City University sui nuovi modi di fare giornalismo ha tentato di esplorare le direzioni che la professione sta prendendo dopo l’affermazione di Internet e dei Social media.


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Intitolata “New Ways of Doing Journalism”, la conferenza di ieri alla City era diretta dal capo del dipartimento di Giornalismo George Brock, che ha presentato I seguenti ospiti:

  • Luke Lewis, il direttore dell’edizione inglese di BuzzFeed, sito famoso per la produzione di contenuto virale, soprattutto foto di gatti;
  • Annette Novak, l’Amministratrice delegata dell’Interactive Institute Svedese, che si occupa di grafica, design e visualizzazione di dati;
  • Sarah Hartley, co-fondatrice e direttrice di Contributoria, il primo sito di “crowd-funded journalism” dove i giornalisti propongono i loro articoli e ricevono fondi da chi è interessato a leggerli, seguendo il modello di Kickstarter;
  • Andrew Jaspan, fondatore del sito The Conversation, un sito che pubblica notizie e articoli d’opinione scritti da professori universitari e ricercatori.

La serata è iniziata parlando delle sfide che i giornalisti affrontano ogni giorno dopo l’ascesa di Internet: il settore del giornalismo locale in America ha subito un taglio del 40 per cento dei posti di lavoro, mentre la BBC dovrà tagliare £60 milioni dal suo budget, il che significa circa 1000 posti di lavoro.

Ma oltre ai fondi, una delle più grandi sfide che i giornalisti si trovano ad affrontare è la velocità con cui devono pubblicare gli articoli.

Annette Novak ha detto che la velocità dei social media, pur essendo una cosa positiva per la trasparenza giornalistica e per le notizie in tempo reale, può causare problemi all’accuratezza giornalistica: “Abbiamo meno tempo per pensare quando pubblichiamo un articolo, quindi dobbiamo essere onesti nell’ammettere i nostri limiti quando pubblichiamo qualcosa tre minuti dopo che sia avvenuto l’evento su cui scriviamo.”

Andrew Jaspan ha detto: “Per quanto riguarda the Conversation, mi sono rassegnato al fatto che non potrò scrivere le notizie per primo. Quello che mi interessa però è scrivere le notizie giuste, fare giornalismo di qualità senza badare eccessivamente alla velocità.”

Nonostante le possibilità di conflitti tra ambiti di lavoro così diversi – vedasi BuzzFeed e The Conversation – gli ospiti si sono trovati d’accordo sulla necessità di continuare a produrre giornalismo di qualità nonostante il crollo dei fondi e l’alta richiesta di breaking news.

Luke Lewis, che era il direttore della rivista musicale NME prima di lavorare a BuzzFeed, ha detto: “Abbiamo ancora bisogno di scoop, di storie importanti. Il giornalismo di qualità ci serve ancora: è per questo che abbiamo un reporter in Siria. Certo, forse il suo articolo non verrà condiviso quanto una Top 10 con foto di gatti, ma abbiamo ancora bisogno che racconti quella storia.”

Lewis ha inoltre detto che, per far si che il contenuto di BuzzFeed sia popolare, bisogna sempre fare in modo che sia ben scritto, chiaro ed intelligente: qualità spesso richieste anche nello scrivere un articolo convenzionale per un quotidiano.

Insomma, nonostante la minaccia di “doom and gloom” sulla professione giornalistica causata da Internet, i partecipanti a questa conferenza si son detti fiduciosi sul futuro… Speriamo abbiano ragione!

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