Dall’Evening Standard: Le mille facce delle relazioni moderne a Londra

L’Evening Standard Magazine di venerdì scorso ha esplorato le mille facce delle relazioni moderne qui a Londra: chi ha più di un partner, chi decide di non convivere, chi prova la poligamia… La giornalista Rebecca Newman scrive di una Londra dove le coppie non sono più come quelle di una volta.

Una scena del film “The Dreamers” di Bertolucci

Vi traduco quest’articolo da Sex? Love? Commitment? The changing face of modern relationships su ES Magazine di Venerdì scorso perché trovo dia un’immagine interessante della vita sentimentale dei Londinesi. Come ho già detto in un altro articolo, vivere qui è una sfida continua e si ha a che fare con atteggiamenti ed usanze amorose completamente diversi. Non condivido né condanno quello che viene scritto in quest’articolo: penso che ognuno debba fare quello che trova sia meglio per lui/lei. Detto questo, enjoy your reading 🙂

“Vuoi che resti? Non avevo intenzione di rimanere qui a dormire,” dice la capogruppo dei Democratici Jackie Sharp al lobbista Remy Danton nella seconda stagione della serie House of Cards, mettendo bene in chiaro cosa vuole da lui: solo sesso. E perché no? Non importa come si conoscano le persone, oggi giorno i modi in cui si può interagire sessualmente aumentano.

Recentemente, l’attore 74enne John Hurt, è arrivato alla conclusione che il matrimonio non fa per lui – dopo essersi sposato quattro volte – e lo chef Albert Roux, 78 anni, ha lasciato la sua seconda moglie per un’amicizia con una guardarobiera quarantenne.

Il teatro The Royal Court al momento mette in scena la piece teatrale The Mistress Contract (Il contratto dell’amante) di Abi Morgan, la vera storia di due divorziati che, una volta deciso che il matrimonio non faceva per loro, hanno vissuto per 30 anni in un contratto in cui lui la manteneva in cambio di favori sessuali sanciti da un contratto.

A dir la verità, un gran numero di Londinesi stanno abbandonando il gioco della monogamia “old school” a favore della “flessisessualità” , delle relazioni di gruppo o aperte, del Living Apart Together (LAT) – ossia relazione esclusiva ma senza convivere – della “mono/non-mono” e della “mono-gamish”. Che cosa vogliono dire tutti questi termini, vi chiederete? Leggete più giù.

“In passato le persone si sposavano come da sonnambuli,” scrive Helen Croydon, autrice del nuovo libro Screw the Fairytale (letteralmente, “Che si fotta la favola”), che esplora il successo di modelli alternativi di relazione.

“Prima bisognava stare in coppia: socialmente ed economicamente avere un partner ti rendeva la vita più semplice. Ora siamo più benestanti, più individualisti. Le donne sono più indipendenti. Internet rende più semplice il trovare nostri simili. Più la società moderna diventa veloce, più diventa irrilevante avere una relazione. Viviamo in un tempo incredibilmente eccitante e abbiamo ila libertà di scegliere quello che funziona meglio per noi.”

Insieme a questa libertà c’è l’eterna, bruta verità: essere fedeli solo ad una persona è difficile. Adesso un pulsante sul telefono ci dà quello che vogliamo, quando lo vogliamo, pure infiocchettato. La Generazione YOLO (You Only Live Once per i non-Instagrammiani) è pronta a scegliere la vita, e gli stadi ossessivi ed euforici di una relazione sono più magnetici ed attraenti dei più avanzati e confortevoli ultimi anni.

“Il dilemma centrale delle relazioni è che abbiamo due bisogni separati,” continua Croydon. “Da un lato desideriamo passione ed eccitazione, dall’altra abbiamo un desiderio viscerale per legami a lungo termine, per un’anima gemella. Ma l’intimità che cerchiamo è la prima cosa ad uccidere l’amore.”

Tamara (pseudonimo), una 26enne che lavora nell’editoria e vive a Bloomsbury, dice di esser sempre stata incuriosita dalle relazioni multiple. “Ho una bassa capacità di concentrazione e adoro dare,” sorride. “Mi considero poliamorosa, ossia ho una vera relazione con tutti e due i miei ragazzi. La varietà mi diverte – e visto che tutti e due hanno un’altra ragazza, diverte anche loro.” E prima che ve lo domandiate, tutti sanno tutto degli altri memberi del gruppo, e vanno pure a bere qualcosa insieme.

Tamara è a conoscenza dei possibili pericoli della sua scelta di vita,come la gelosia. Ma dice: “In passato sono stata molto infedele, quindi non è che sto abbandonando qualcosa di sicuro per l’ignoto – le mie relazioni erano catastrofiche!  Trovo più realistico far funzionare la fedeltà con due persone.” Interessati? Cercate il London Polyamory Meetup Group.

Dopo aver fatto outing su YouTube lo scorso anno, il campione olimpico Tom Daley è diventato il volto della scena flexisexual, annunciando che stava uscendo con un ragazzo ma che gli piacevano ancora le ragazze.

“Mentre il termine ‘bisex’ sembra essere circondato da pregiudizi sia dalla comunità LGBT che dagli etero, io mi identifico come flexi-sexual,” dice Robyn Exton, 27 anni, co-fondatrice della app per appuntamenti solo per ragazze, Dattch.

“Mi innamoro della persona, non del suo sesso.”

Exton, che vive a Shoreditch, ha creato l’app perché la maggior parte dei suoi amici erano “da qualche parte tra completamente gay e completamente etero – non ci identifichiamo con nessuna vecchia etichetta. Dattch è uno spazio per giovani donne che cercano divertimento, forse sesso, senza uomini che cercano di mettere in mostra i muscoli in un triangolo.

“I nostri membri sono decisamente parte di una nuova generazione che si conosce sempre più attraverso le app. I vecchi siti di dating non sono abbastanza buoni o fighi: ora ci sono app mirate con risultati migliori attraverso le quali puoi conoscere gente davvero!”

Dattch ha aperto i battenti l’anno scorso e adesso che ha migliaia di membri a Londra sta per lanciare una versione newyorkese.

L’autunno scorso, il Sondaggio Nazionale sulle Attitudini Sessuali e Stili di Vita ha dimostrato che la società ora giudica meno i rapporti tra persone dello stesso sesso. Rispetto a vent’anni fa, la percentuale di uomini e donne che pensano di “non essere affatto sbagliati” è raddoppiata del 50%.

In più, le donne che hanno avuto esperienze gay sono aumentate dal 4 al 16%. Se Cara Delevingne non fa segreto della sua storia con Michelle Rodriguez, c’è un’altra generazione di donne più grandi che, per varie ragioni, dopo essere uscite con uomini, passano a relazioni con donne – come Mary Portas, Alison Goldfrapp e Cynthia Nixon.

Cara Delevigne

Cara Delevigne e Michelle Rodriguez

Il sondaggio mostra inoltre che,nonostante i Londinesi siano più aperti riguardo ai tipi di relazione da intraprendere, sono meno tolleranti nei confronti dell’infedeltà. Oggi, il 63% degli uomini (rispetto al 45 di venti anni fa) e il 70% delle donne (prima 53% ) dicono che è sbagliata. Il che apre una serie di porte per far funzionare una relazione – a modo tuo.

Forse questa è una delle ragioni per cui orge come Fever and Little Sins (dove puoi andare da solo o in coppia, e dove è normale chiedere se puoi unirti a qualunque attività che ti capita attorno) fanno affari d’oro a Londra, visto che permettono esperimenti alternativi alle relazioni.

Killing Kittens, un club segreto per soli membri, ha visto un incredibile aumento tra gli iscritti: quest’anno ha organizzato cinque volte tanti eventi rispetto all’anno scorso, e quest’anno apre “filiali” anche a Brighton e Manchester. [..]

Ci sono anche posti in cui le coppie sono mono/non-mono (ossia dove uno dei due ha il permesso di andare a letto con qualcun altro, senza sentimenti coinvolti) o monogamish (dov’è concesso un certo livello di infedeltà— giochi erotici o solo baci – a ciascun membro della coppia).

Il professore di Psicologia Sociale Eli J Finkel approverebbe. Nella sua ultima tesi, The Suffocation of Marriage, sostiene che la non-monogamia consensuale sia un ottimo modo di rigenerare una relazione.

Il professore sostiene che diamo troppa responsabilità alle nostre relazioni centrali: mentre all’inizio cercavamo relazioni basiche con le nostre dolci metà, ora vogliamo da loro tutti i tipi di appoggio – dalla soddisfazione sessuale alla crescita personale.

Finkel suggerisce le ‘emotionships’ — amicizie che ti aiutano a stare meglio, ti fanno sfogare ecc, per ridurre il peso sulle spalle dei partner veri e propri. Il professore difende l’idea del Living Apart Together (LAT) — come Helena Bonham Carter e Tim Burton – in cui coppie sposate o stabili vivono in case separate.

Tim Burton

Tim Burton and Helena Bonham-Carter

L’Office for National Statistics ha detto nel 2006 che due milioni di persone avevano scelto la vita da LATs, il che significa ogni 20 persone tra i 16 e 59 anni — stessi numeri della convivenza.

Il sito parttimelove.co.uk si occupa proprio di coloro che non vogliono responsabilità full time.

“Con le relazioni ‘tradizionali’ si pensa che ci si trasferirà nella stessa cosa e poi all’improvviso si abbandoneranno le domeniche per il compleanno dello zio 50enne del partner. Nessuno vuole più una cosa del genere! Lavoro 13 ore al giorno e il Sabato mi piace star sola. Non è un sito per scopamici, ma per persone che vogliono una relazione significativa con chimica, fiducia e regolarità ma che non hanno tempo per una relazione da 5 giorni a settimana.” […]

Ma ci sono dei contro per questa fluidità sessuale? La psicologa Meg Barker, autrice di Rewriting the Rules, una guida per creare relazioni su misura, dice: “C’è una distinzione meno chiara tra single e fidanzati, monogami, scopamici ecc – e visto che non ci sono regole, le persone devono capire cosa funziona meglio per loro da sole. E’ facile soffrire quando devi capire queste cose.”

Quindi la buona notizia è che nel 2014 i Londinesi sanno scegliere in che letto dormire: con un uomo, una donna, con tutti e due o più di due o a volte con nessuno. Le uniche parole d’ordine sono rispetto, onestà, apertura mentale e gentilezza.

“In futuro,” dice la Croydon, “una relazione lunga una vita potrà sembrare una scelta estrema. Tutto il resto nelle nostre vite sarà basato sulla convenienza, sul passare il tempo al meglio possibile, sul divertirsi. Le nostre vite sono così variabili che è ora di riconoscere che non esiste una taglia unica, e che i limiti ce li possiamo scegliere da soli.”

Foto di: ES Magazine

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