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Charlie Brooker: giornalista e genio indiscusso

Cari lettori, vi presento il mio nuovo idolo: il giornalista inglese Charlie Brooker, autore del libro I Can Make You Hate (lo sto leggendo adesso, tra un assignment e l’altro) e presentatore di una serie di programmi sulla TV Britannica.
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Prima settimana d’università

Dear friends, come promesso, eccovi il resoconto della mia prima settimana da second-year di Giornalismo alla City University di Londra.

Prima che vi facciate prendere dall’invidia, sono costretta a comunicarvi che è finita la pacchia: niente più weekend di quattro giorni, né esami che non contano sulla percentuale della laurea. Quest’anno si fa sul serio: tutti gli esami e i test contano, e il weekend inizia il venerdì. Continua a leggere

Autunno a Londra

Ladies and gentlemen, I’m back… And with a new tattoo!!! Non ho aggiornato il blog in tut to questo tempo perché ho avuto una settimana densa d’impegni. E, a dirla tutta, non sapevo proprio cosa dirvi della mia Bonfire Night perché, come dicono gli Inglesi, è stata piuttosto “crap” (una cagata). Infatti, per seguire i piani di una mia amica inglese più impedita di me nel girare per Londra, ci siamo persi la maggior parte dei fuochi d’artificio. Perciò ho concluso la mia Reading Week nella noia. Evviva!

Ricominciare dopo 11 giorni è stato piuttosto difficile. Essendo abituata, per un motivo o per un altro, ad addormentarmi alle 3 e svegliarmi alle 11, quella di svegliarmi alle 7 lunedì mattina non è stata un’impresa facile. Per non parlare del fatto che dovevo sembrare sveglia e carina davanti alla telecamera: lunedì mattina abbiamo filmato la versione ufficiale di Question Time. Fortunatamente è filato tutto liscio: è stato divertentissimo e stimolante coordinare domande e risposte, attenersi ai tempi delle riprese, presentare in generale. Il mio gruppo era simpaticissimo  ed è riuscito a dare risposte controverse, dando vita a un bel dibattito. Sono persino riuscita a non dire : “SEE YOU NEXT TUESDAY!” alla fine delle riprese.

Ora, apriamo una parentesi sullo slang inglese: l’espressione “See you next tuesday” può esser vista come sigla della parola CUNT (“figa”, ma è anche un insulto). Se lo dici ti fanno nero qua. Peccato che la mia amica Penny si diverta tantissimo a dirlo e che me l’abbia ficcato in testa… Fortuna che non l’ho detto! Non sarebbe stato affatto carino. Continua a leggere

La politica italiana vista da fuori

Non volevo parlare troppo di politica in questo blog, ma questa settimana non posso trattenermi. Con la rinnovata fiducia al governo Berlusconi le notizie sul nostro governo abbondano, per non parlare poi dei commenti di amici e insegnanti.

Ovviamente, tra le prime colpe che qui attribuiscono al Cavaliere c’è la mancanza di credibilità. Non lo dicono neanche che non è credibile, è semplicemente ovvio. Tutto traspare dal modo in cui ne parlano e da come ne ridono.

Tra le materie che studio c’è Introduzione ai Media Inglesi. Quando abbiamo parlato di conflitto d’interessi, Berlusca non poteva non saltar fuori. La mia professoressa gli ha dedicato due slide: non ha detto granché, non si è schierata, ha chiesto a noi Italiani cosa ne pensassimo. Bastavano le frasi dello stesso Berlusconi a dare l’idea di un personaggio farsesco e ridicolo: “Sono il miglior leader politico in Europa e nel mondo”. Quel “Berlusconi on himself”, Berlusconi su se stesso, vi fa capire quanto assurda una dichiarazione del genere possa sembrare. E’ già ironico per conto suo. Le immagini della sua villa, delle sue donne e della sua vita hanno fatto il resto.

Oggi sul Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/14/berlusconi-scrapes-through-confidence-vote)  John Hooper dice senza girotondi: “Berlusconi has appeared incapable of reacting effectively to the simmering debt crisis in the eurozone”. Berlusconi è sembrato incapace di reagire in modo efficace alla incontrollabile crisi di debito nell’Eurozona. Parla delle promesse mancate, quel “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” che è stato il motto del governo Berlusconi, in cui adesso non crede più nessuno (si spera!). “Berlusconi’s government” continua Hooper, “has so far been unable to come up with a credible plan for reanimating the economy. Its policy- or lack of one- has been fiercely criticised by both trade unions and employers’ groups”. Il governo di Berlusconi è state fino ad ora incapace di creare un piano credibile per rianimare l’economia. La sua politica – o la mancanza della stessa- è stata criticata con forza sia dai sindacati che dai gruppi dei datori di lavoro.

I commenti della gente comune, degli amici, dei compagni di università fanno ancora più tristezza. Non hanno peli sulla lingua. E io non sento il minimo razzismo, ma soltanto tanta consapevolezza, quando sento che “Solo un paese come l’Italia poteva eleggere uno come Berlusconi”.

Quello che mi tira su di morale è che nessuno sembra ritenere gli Italiani un popolo di deficienti, o identificarli con Berlusconi. Tutti sembrano amare l’Italia e riconoscerne la passata grandezza, anche se riconoscono che ora deve cambiare, e subito. Forse, visti gli ultimi giorni e le ultime proteste, qualcosa sta cambiando davvero.