Archivi tag: The Guardian

Il complesso d’inferiorità italiano

In seguito alle drammatiche vicende politiche che stanno tormentando la politica del nostro Paese negli ultimi giorni, non si fa che sentire: “La notizia della condanna di Silvio Berlusconi ha fatto il giro dei quotidiani mondiali”. Perché abbiamo così tanti dubbi? Il nostro complesso d’inferiorità è tanto grande da portarci a pensare che l’Italia non meriti un posto nelle notizie internazionali?20110610_economist

Vorrei aprire una parentesi giornalistico-politica sull’esterofilia eccessiva del nostro Paese, un altro esempio del drammatico vuoto ideologico e politico degli ultimi anni: la patria ci delude talmente tanto che idolatriamo ogni cosa che venga da fuori. Continua a leggere

Al palazzo del Guardian in collaborazione con l’Economist

Più di 250 aspiranti giornalisti dagli 8 ai 10 anni hanno si sono uniti con le loro scuole al News Show dell’Economist Educational Foundation a King’s Place, il quartier generale del Guardian, ieri mattina. IMG_3889 Continua a leggere

Gli studenti di giornalismo protestano per esame rimosso dal programma

Pensavate che l’Inghilterra fosse tutta file e buona organizzazione? Ci sono sempre le eccezioni. Gli studenti del  BA Journalism alla City University protestano dopo che un esame è stato rimosso dai loro voti finali.

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Londra e la crisi: chiudono HMV, Blockbuster e Jessops

Non sarà forte quanto in Italia, ma la crisi morde anche il Regno Unito e la sua capitale: alcuni storici high street stores come Jessops, HMV e Blockbuster chiudono o rischiano la chiusura.HMV Guardian

Oggi il quotidiano inglese The Guardian ha riportato la notizia che il brand di noleggio di DVD e videogiochi Blockbuster rischia la chiusura dopo essere andato in bancarotta. Più di 4000 posti di lavoro nel chain store sono a rischio, mentre lo storico negozio di dischi HMV ne metterà a repentaglio più di 4500. Continua a leggere

Visita alla Newsroom del Guardian

Uno dei benefici dello studiare alla City University di Londra è il poter partecipare ad eventi unici…gratis. Ieri siamo andati tutti a King’s Place, cinque minuti a piedi da King’s Cross, per visitare gli uffici del quotidiano The Guardian Continua a leggere

Il Guardian e i tre porcellini

Recentemente il quotidiano inglese The Guardian ha lanciato una nuova pubblicità, basata sulla storia dei tre porcellini, con cui prevede il suo futuro e quello del giornalismo inglese.

Il Guardian ha da sempre abbracciato i cambiamenti nel super sviluppato giornalismo inglese. Il suo sito web è il quinto più letto al mondo. Il quotidiano ha da sempre promosso lo slogan “digital first”: è prima di tutto digitale, poi stampato. Continua a leggere

Lectures, intercettazioni, teatri e bar

Cari amici, il sole è tornato su Londra, le temperature si sono alzate e io sono tornata con una settimana rilassante.

Dopo un lunedì stranamente veloce martedì, giorno di San Valentino, abbiamo assistito ad un’interessantissima lecture di Roy Greenslade, professore nella nostra università nonché ex giornalista del Daily Mirror e del Sun e attuale Media Commentator del Guardian. Ci ha parlato dell’etica dei giornalisti, dello scandalo intercettazioni (in cui dei suoi amici e colleghi del Sun sono da poco stati arrestati) e del futuro dei media. Ci aspettavamo un dibattito un po’ più vivo, soprattutto perché la sera prima Greenslade e un mio compagno avevano avuto un battibecco su Twitter proprio sugli arresti al Sun. Il mio compagno però, onde evitare liti eccessive, non si è presentato e quindi è filato tutto liscio.

Martedì sera per festeggiare San Valentino ho tentato di fare dei Cookies americani. Non ve li mostrerò perché, nonostante fossero piuttosto buoni, non avevano l’aspetto dei cookies nemmeno se visti da lontano: purtroppo il vassoio del mio forno è troppo piccolo e quindi le palline che dovevano diventare tanti cookies ne hanno fatto uno solo, enorme… Quindi ho dovuto tagliarlo in forme alquanto spigolose. In compenso ho ricevuto un bel fiore e passato la serata in un buonissimo ristorante thailandese vegano, dove non si sentiva nemmeno la differenza tra la carne vera e quello che ho mangiato.E tutto per £6.90! Le oasi di convenienza esistono pure a Londra. Continua a leggere

La politica italiana vista da fuori

Non volevo parlare troppo di politica in questo blog, ma questa settimana non posso trattenermi. Con la rinnovata fiducia al governo Berlusconi le notizie sul nostro governo abbondano, per non parlare poi dei commenti di amici e insegnanti.

Ovviamente, tra le prime colpe che qui attribuiscono al Cavaliere c’è la mancanza di credibilità. Non lo dicono neanche che non è credibile, è semplicemente ovvio. Tutto traspare dal modo in cui ne parlano e da come ne ridono.

Tra le materie che studio c’è Introduzione ai Media Inglesi. Quando abbiamo parlato di conflitto d’interessi, Berlusca non poteva non saltar fuori. La mia professoressa gli ha dedicato due slide: non ha detto granché, non si è schierata, ha chiesto a noi Italiani cosa ne pensassimo. Bastavano le frasi dello stesso Berlusconi a dare l’idea di un personaggio farsesco e ridicolo: “Sono il miglior leader politico in Europa e nel mondo”. Quel “Berlusconi on himself”, Berlusconi su se stesso, vi fa capire quanto assurda una dichiarazione del genere possa sembrare. E’ già ironico per conto suo. Le immagini della sua villa, delle sue donne e della sua vita hanno fatto il resto.

Oggi sul Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2011/oct/14/berlusconi-scrapes-through-confidence-vote)  John Hooper dice senza girotondi: “Berlusconi has appeared incapable of reacting effectively to the simmering debt crisis in the eurozone”. Berlusconi è sembrato incapace di reagire in modo efficace alla incontrollabile crisi di debito nell’Eurozona. Parla delle promesse mancate, quel “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” che è stato il motto del governo Berlusconi, in cui adesso non crede più nessuno (si spera!). “Berlusconi’s government” continua Hooper, “has so far been unable to come up with a credible plan for reanimating the economy. Its policy- or lack of one- has been fiercely criticised by both trade unions and employers’ groups”. Il governo di Berlusconi è state fino ad ora incapace di creare un piano credibile per rianimare l’economia. La sua politica – o la mancanza della stessa- è stata criticata con forza sia dai sindacati che dai gruppi dei datori di lavoro.

I commenti della gente comune, degli amici, dei compagni di università fanno ancora più tristezza. Non hanno peli sulla lingua. E io non sento il minimo razzismo, ma soltanto tanta consapevolezza, quando sento che “Solo un paese come l’Italia poteva eleggere uno come Berlusconi”.

Quello che mi tira su di morale è che nessuno sembra ritenere gli Italiani un popolo di deficienti, o identificarli con Berlusconi. Tutti sembrano amare l’Italia e riconoscerne la passata grandezza, anche se riconoscono che ora deve cambiare, e subito. Forse, visti gli ultimi giorni e le ultime proteste, qualcosa sta cambiando davvero.